Negoziazione assistita: il commento di Federnotai

Martedì, 21 Marzo 2017

Milano, 21 marzo 2017 - “I recenti provvedimenti dei Tribunali di Pordenone e di Roma - secondo cui i trasferimenti immobiliari concordati in sede di separazione tra coniugi mediante negoziazione assistita senza l’autentica del notaio possono essere trascritti – si pongono in contrasto con il sistema.
Il valore del risparmio immobiliare privato è tutelato dal collegamento tra certezza degli atti, conservazione degli originali e affidabilità dei Pubblici Registri. Lo Stato ha affidato il funzionamento di questo sistema ai notai: quindi confidiamo che l’orientamento dei due Tribunali rimanga isolato.

Equiparare atti privati ad atti giudiziali che sono trascrivibili è contrario agli scopi per i quali il legislatore ha introdotto la negoziazione assistita, pensata proprio come un’alternativa ai procedimenti che sfociano in atti giudiziali. Se poi si pensa che, in relazione alla tradizionale separazione consensuale, molti Tribunali (tra cui quello di Roma) non omologano gli accordi che comportano trasferimenti immobiliari e chiedono che i coniugi vi procedano con successivo atto notarile, l’incoerenza appare evidente: viene escluso, per un atto sottoposto a controllo giudiziale, un effetto che invece viene ammesso per un atto che non vi è sottoposto, quale è l’atto che scaturisce dalla negoziazione assistita.

Devono essere respinti tutti gli argomenti strumentali all’esercizio da parte degli avvocati di una funzione che lo Stato affida esclusivamente ai notai in piena sintonia con il diritto continentale, come stabilito la settima scorsa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Occorre invece che il legislatore si preoccupi della qualità e della coerenza delle regole senza lasciare spazio a interpretazioni contrastanti con i dati normativi.

Se poi si vuole favorire la concorrenza nella prestazione dei servizi delegati ai notai - conclude il presidente di Federnotai - per tutti gli attori si devono prevedere le stesse responsabilità e gli stessi controlli: non può esserci vera concorrenza tra chi opera in base a regole diverse".


Carmelo Di Marco, presidente di Federnotai

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