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Sabato, 11 Marzo 2017

Come si cancella l’ipoteca?

Come ogni rapporto di natura obbligatoria, il debito del mutuatario si estingue per effetto del suo adempimento, cioè con il pagamento dell’ultima rata di ammortamento o mediante rimborso totale anticipato.

E’ fondamentale, in tale momento, farsi rilasciare e custodire la ricevuta da cui risulta l’estinzione del debito: tale ricevuta consentirà al mutuatario di respingere ogni eventuale richiesta di ulteriori pagamenti da parte della banca e soprattutto gli consentirà di dimostrare ad un futuro acquirente dell’immobile che la banca, essendo stata pagata per intero, non vanta alcun diritto sull’immobile stesso.

Una volta estinto il debito anche l’ipoteca, in quanto garanzia accessoria al rapporto di mutuo, perde la sua efficacia sostanziale: essa sopravvive solo formalmente, senza garantire più nulla (e quindi senza costituire motivo di preoccupazione per nessuno).

Secondo le norme introdotte nel 2007 (c.d. Decreto “Bersani bis”) una volta estinto il debito il mutuatario non deve più preoccuparsi della cancellazione dell’ipoteca, la quale non richiede più un atto di assenso da parte della banca redatto o autenticato da un notaio. E’ la Banca che deve inviare alla Conservatoria dei Registri Immobiliari presso cui l’ipoteca era stata iscritta, nei trenta giorni successivi alla data dell’ultimo pagamento, una comunicazione dalla quale risulta che il debito è stato estinto.

Se la comunicazione non contiene l’indicazione di elementi che giustifichino la permanenza dell’ipoteca (es. si teme che i pagamenti eseguiti dal mutuatario possano essere revocati da parte dei suoi creditori), l’ipoteca viene cancellata. In caso contrario, se ne annota la sopravvivenza – malgrado l’estinzione del debito – a margine dell’originaria nota di iscrizione.

Per i mutui ai quali non si applica la normativa della “cancellazione automatica”, occorre un atto di assenso alla cancellazione dell’ipoteca ricevuto dal notaio, che poi ne cura l’annotazione a margine dell’originaria iscrizione. In alternativa, una volta estinto il mutuo, si può attendere il decorso di venti anni dalla data dell’iscrizione originaria, che determina l’estinzione anche formale dell’ipoteca.

Pubblicato in Mutui
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